Sondrio rimozione eternit

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Sondrio rimozione eternit

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Documentazione tratta dal sito della ASL di Sondrio.

Trattamento e Smaltimento Amianto.

Il D. Lgs 81/2008 (modificato dal D. Lgs 106 del 03.08.2009), ha fatto proprio il contenuto del D. Lgs. 257/2006 in materia di amianto che aveva introdotte alcune modifiche, con conseguenti ricadute sulle procedure fino ad ora messe in atto riguardo alla gestione dei “Piani di lavoro” per interventi su materiali contenenti amianto e che vengono pertanto mantenute dal nuovo Decreto.

In base al D.Lgs. 81/2008 si distinguono due gruppi di segnalazioni da inviare al Servizio PSAL dell’ASL territoriale:

  • per interventi di sopracopertura, incapsulamento, smaltimento di lastre a terra e per tutte le altre attività di manutenzione senza rimozione e demolizione (quale ad esempio la sostituzione delle grondaie su coperture in cemento-amianto), le Imprese sono tenute a presentare una NOTIFICA (art. 250 D.Lgs 81/2008).
    La NOTIFICA deve essere presentata all’Organo di vigilanza (ASL) prima dell’inizio dei lavori, utilizzando il modello allegato.
  • per ogni altro intervento di rimozione e demolizione, sia di amianto in matrice compatta che di amianto in matrice friabile, le Imprese sono tenute a presentare il PIANO DI LAVORO.
    Il PIANO DI LAVORO deve essere presentato all’Organo di vigilanza (ASL) almeno trenta giorni prima dell’inizio dei lavori e deve rispettare i contenuti di cui all’art. 256 D. Lgs 81/2008.

Non è più prevista la facoltà, da parte dell’ASL , di rilasciare Prescrizioni, unica eccezione riportata nella circolare regionale che fa riferimento a gravi motivi di urgenza (ordini della Autorità, pericolo e crolli, ecc…).

In ogni caso, le Imprese sono invitate a comunicare all’Organo di vigilanza, con 3  giorni lavorativi di anticipo l’effettiva data di inizio dei lavori che coinvolgono i materiali contenenti amianto.
Sono rimaste in vigore, naturalmente, le Norme di buona tecnica emanate ai sensi degli artt. 12 comma 2 e 6 comma 3 della Legge 257/1992, ovvero i D.M. del 6/9/1994 e del 20/08/1999.

Si rammenta che possono operare unicamente le Imprese iscritte all’Albo Nazionale degli smaltitori alle categoria 10A (amianto in matrice compatta) e 10B (amianto in matrice friabile) e che gli addetti devono essere sottoposti a sorveglianza sanitaria specifica, devono essere in possesso degli appositi patentini regionali e devono essere forniti di adeguati DPI.

I piani di lavoro e le notifiche interessanti il territorio della provincia di Sondrio dovranno essere inviati unicamente alla Sede di Sondrio del Servizio ( via Stelvio 35 , tel. 0342/555454; fax 0342/555066).
I modelli regionali da utilizzare sono i seguenti:
Modello NOTIFICA e PIANO di LAVORO

Articoli di giornale in cui si parla del problema amianto a Sondrio.

Da ‘www.ilgiorno.it” : Allarme eternit in tutta la Valle “Tanti siti da bonificare”.

Circa 479 mila metri quadrati di tetti in eternit devono essere tolti e smaltiti. L’allarme da uno studio della Cisl.

Sondrio, 26 febbraio 2012 – Eternit e amianto cancerogeni: anche in Provincia la questione non è risolta. Sarebbe presente in moltissimi uffici pubblici e persino nei pavimenti dell’Ospedale. Ci sono poi circa 479 mila metri quadrati di tetti in eternit che devono essere tolti e smaltiti. La denuncia arriva dalla Cisl territoriale che ha svolto un’inchiesta sul patrimonio edilizio nel quale sono presenti queste sostanze pericolose.

Giovanni Spini, della segreteria del sindacato, da anni si occupa delle questioni ambientali legate alla salute dei lavoratori e della popolazione. «Il 14 febbraio scorso – spiega – si è concluso il “processo storico” contro la multinazionale dell’amianto con una sentenza del Tribunale di Torino di condanna nei confronti dei responsabili degli stabilimenti di produzione italiani. La sentenza ha fatto finalmente giustizia nei confronti dei parenti delle oltre 3.000 vittime. Sappiamo che prima si riesce a bonificare meglio è per tutti e per questo ci attiveremo nei confronti delle Associazioni imprenditoriali e degli Enti locali per individuare azioni in grado di accelerare questo processo».

La Cisl suggerisce la possibilità di istituire un fondo provinciale per incentivare anche economicamente lo smaltimento dell’eternit. «Si potrebbe lavorare per un accordo a livello territoriale in grado di favorire la conoscenza della problematica – aggiunge il segretario Spini – aumentare la sensibilità della popolazione, incentivare la bonifica con la sostituzione dell’eternit con impianti fotovoltaici, approfittando del vantaggio offerto da conto energia, che servirebbe anche a dare ossigeno alle nostre imprese e a creare occupazione. Queste ed altre soluzioni potrebbero velocizzare notevolmente e magari anticipare l’applicazione delle norme di legge della Regione che prevedono la rimozione dell’amianto in tutte le sue forme entro gennaio 2016. Insomma, bisogna mettere in moto un processo virtuoso che riesca a velocizzare l’azione di bonifica».

La battaglia non è comunque da considerarsi terminata nel senso che vi sono ancora Paesi dove l’eternit viene prodotto e utilizzato regolarmente. Si è scoperto, da testimonianze di operai e dirigenti della “Linoleum” di Narni, che nelle piastrelle del cosiddetto “prealino” c’è amianto. Queste mattonelle sono presenti in molte abitazioni private e persino all’Ospedale di Sondrio perché molto impiegate in edilizia negli anni ’70. «Pur in presenza di un problema diverso rispetto a Casale Monferrato – aggiunge il segretario – e degli altri siti produttivi, è comunque necessario incominciare a ragionare in termini di bonifica dei tetti in eternit ancora largamente presenti in Italia ma anche sul nostro territorio provinciale. Negli anni precedenti alla messa al bando, l’eternit è stato messo ovunque; quasi nessuno era a conoscenza della tossicità di tale materiale. La CISL nazionale si è attivata su tale tematica per sollecitare il Governo nella costituzione di un tavolo nazionale che abbia il compito di coordinare la bonifica, realizzare il censimento delle zone dove ancora non è stato fatto; creare centri specialistici per sviluppare terapie con la massima efficacia; inoltre per i lavoratori e i cittadini che non hanno la copertura assicurativa degli istituti pubblici e che per le cause non di lavoro diretto sono colpiti dalla malattie causate da un’esposizione casuale e non volontaria alle fibre di amianto, la Cisl propone la costituzione di un Fondo di solidarietà, gestito dall’Inail».